venerdì 10 aprile 2020

Che fine faremo?????



A settembre è iniziato il nuovo anno scolastico , ero carico e pieno di buoni propositi.
Tutto procedeva bene, le lezioni venivano svolte con passione dai professori e noi alunni come sempre interessati, chi più chi meno.
Fino ad arrivare a fine febbraio quando per colpa di un virus siamo dovuti stare a casa.
I professori e la scuola si sono attivati per farci lezione con programmi di videochat, tutto questo non è facile sia per noi alunni che per i prof. Spero che tutto questo passi il prima possibile perché abbiamo gli esami di terza media e stando a scuola si è più concentrati nell' apprendimento scolastico.
Tutto questo mi ha fatto capire quanto sono stato fortunato ad avere in questi anni insegnanti fantastici, che dedicano il loro tempo per noi ragazzi .


Manuel 

Io resto a casa


Ho deciso di affrontare un argomento per me molto importante perché è di attualità e perché mi ha sensibilizzato molto.
Sto parlando del “coronavirus”.
Personalmente sono terrorizzata da tutto ciò, eppure c’è gente che ancora non ha capito la gravità della situazione.
Scuole, palestre, negozi, piscine, bar, viaggi di tutti i tipi, con nave o aereo, bloccati o rimandati…. Tutto chiuso.
Il governo ha detto che dobbiamo restare il più possibile a casa per far sì che questa epidemia non si espanda più di quanto abbia già fatto. Quindi dobbiamo stare in “quarantena”, eppure c’è gente che se ne frega.
Un sacco di persone sono contagiate e tante stanno morendo, nonostante tutto c’è gente che si rifiuta di prendere una qualsiasi precauzione, riunendosi per aperitivi e cene.
Sembra non importargli neanche degli innumerevoli appelli lanciati in TV e via social network da svariati personaggi famosi, che invitano a rimanere a casa.
Fortunatamente stanno sperimentando alcune nuove cure ed il nostro paese è quello che per primo ha isolato il virus.
Questo virus ha colpito tutto il mondo e, mentre l’Italia è già tutta “zona rossa”, altri paesi europei e non stanno vedendo aumentare i contagi in modo esponenziale.  Sono tutti concordi nel ritenere che nelle prossime settimane ci sarà un picco dei contagiati e nessuno sa bene quali potranno essere le conseguenze di tutto questo.
Fortunatamente c’è una bella notizia, ovvero ci sono dei guariti ma, per i nuovi contagiati la situazione si aggrava ancora di più perché i posti letto stanno scarseggiando.
I medici rischiano la loro vita perché sono a contatto con molte persone malate ogni giorno e gli strumenti di protezione, come le mascherine, i guanti ed i disinfettanti per le mani non si trovano o hanno raggiunto prezzi esagerati.
Tutte le persone rischiano di contagiarsi ma le persone più anziane, vista la loro età e spesso per le loro condizioni di salute non sempre buone, sono ad oggi i soggetti più a rischio della vita.
Comunque il virus sta iniziando a contagiare anche molti giovani e giovanissimi.
La situazione che a me fa rabbrividire è che se i posti letto per la terapia intensiva inizieranno a scarseggiare, i medici saranno costretti a scegliere chi curare, scegliere tra giovani ed anziani, tra me ed i miei nonni.
Gli unici aspetti positivi che trovo in tutta questa situazione assurda è che stando a casa possiamo riscoprire cose nuove, possiamo stare in famiglia e dedicare del tempo a noi stessi ed ai propri cari, cosa che non sempre ci è stata possibile a causa delle tante cose che siamo costretti a fare ogni giorno. Infine stiamo imparando ad usare nuovi strumenti per comunicare e vederci a distanza, sia con i miei amici e soprattutto con la mia classe. Riusciamo a svolgere compiti e studiare attraverso il PC con videoconferenze e lezioni on-line.
Ricordiamolo sempre, tutti …STIAMO TUTTI A CASA…



Chiara

Corona...che???????


Date le ordinanze emanate dal ministero della salute le scuole rimarranno chiuse fino al 5 aprile. In questa circostanza noi studenti siamo supportati da una piattaforma digitale che ci consente, per quanto possibile, di tenerci al passo con il programma.
A quanto pare la situazione è critica e io sono molto preoccupata per la mia salute e quella delle persone a me care. Con le nuove indicazioni è consigliato vivamente di rimanere a casa, cosa per me molto difficile.
Penso però che il rimanere dentro casa a lungo mi darà modo e tempo di dedicarmi maggiormente allo studio, particolarmente al percorso interdisciplinare che va preparato per l’esame di terza media che affronterò quast’anno. 
La mancanza degli amici e del contatto fisico con determinate persone si fa notevolmente sentire ma è senza dubbio molto importante tutelarci. Un’altra cosa che mi preoccupa, anche se in modo minore, è la probabilità che venga posticipata la fine delle scuole fino a fine giugno o addirittura di più.
Sophie

Sembra ieri che…

Allora gli adulti non mentono!!

Spesso li sentiamo dire:  “Quanto passa velocemente il tempo, sembra ieri che…” e noi li guardiamo con facce strane perché non riusciamo a capire davvero cosa vogliono dire.

Sembra ieri che la preside chiamava i nostri nomi per formare la classe nell’androne del Bibliopoint.

La nostra è una classe abbastanza numerosa, siamo in 22, eppure non ci abbiamo messo molto a legare tra noi.

Tre anni ci sembravano un’infinità ed ora eccoci qui: mancano solo tre mesi alla fine della scuole e a Settembre ci attende un’esperienza tutta nuova: le superiori.

Sicuramente mi mancheranno le risate trattenute per non far arrabbiare i prof., quelle che più cerchi di non ridere e più non ce la fai a stare serio, mi mancheranno gli sguardi terrorizzati che partivano da un banco all’altro prima di un’interrogazione, mi mancheranno le nostre chiacchiere in attesa del suono della campanella, mi mancheranno i circle-time dove ognuno esprimeva le sue emozioni… insomma, ogni piccola cosa che ha riempito questi tre anni rimarrà nel mio cuore.

Eppure il primo giorno di scuola le medie mi sembravano un tempo infinito!!

Posso dirlo anch’io: “quanto passa velocemente il tempo, sembra ieri che…”.



                   Ilaria  

Preparazione agli esami.....




Quest'anno noi di terza media abbiamo gli esami e, oltre a dover preparare l'argomento interdisciplinare da esporre, dobbiamo anche dipingere una tavola con il disegno per arte. Per iniziare, ci hanno detto di comprare una tavola di legno e del gesso acrilico per poi passarlo 5-6 volte sopra e farlo diventare di un bianco intenso. Ognuno di noi ha scelto il disegno che più gli piaceva insieme al professore, poi lo abbiamo stampato con la grandezza della nostra tavola, lo abbiamo disegnato su dei fogli trasparenti e infine lo abbiamo trasferito sulla tavola. Ora per finire tocca a noi dargli un colore per renderlo unico.
Restando sempre in tema con gli esami, parliamo della nostra pseudo-tesina: scegliendo sempre un tema che più ci piace dobbiamo prendere quell'argomento e approfondirlo il più possibile cercando i vari collegamenti fra le varie materie. 
Dopo aver scritto tutto il necessario, non ci resta che esporlo alla commissione e sperare che tutto vada bene e riuscire a raggiungere un voto che ci faccia passare l'esame e farci sentire soddisfatti di noi. Siamo molto in ansia nell'aspettare l'arrivo di questi esami e vorremo arrivare a giugno tranquilli per poter svolgerlo al meglio. Noi non sappiamo neanche cosa succederà e se ce li faranno fare perchè attualmente le scuole sono chiuse per via del coronavirus e le lezioni sono sospese, ma con le nostre professoresse stiamo cercando in ogni modo possibile di continuare a svolgere le lezioni da casa con delle videochiamate, ma per il momento tutto ciò sembra che non funzioni molto bene. Per il resto speriamo che tutto vada per il meglio e che nessuno non venga ammesso alle prove di fine anno.
Licia e Syria

Il nostro incontro con l'autore Daniele Aristarco


E voi avete mai avuto un incontro con un giovane scrittore che parla attraverso delle lettere sugli aspetti del fascismo?
Beh, noi abbiamo proprio avuto questa fantastica occasione di poterlo incontrare.
Vi starete chiedendo chi abbiamo incontrato… è facile:
Daniele Aristarco.
Lui scrive in particolare su ciò che più lo appassiona, e nell’ultimo libro parla del fascismo, dei suoi aspetti più intimi e di quello che lo colpisce tra le differenze di ieri e di oggi.
L’incontro è stato molto appassionante e, avendo letto il libro, ognuno di noi aveva dei dubbi da chiarire e delle domande per Daniele.
Durante le settimane precedenti all’incontro, in classe con le nostre professoresse di italiano e storia, abbiamo letto il suo ultimo libro, “Lettere a una dodicenne sul fascismo di ieri e di oggi”.
Vorrete sicuramente sapere da cosa ha avuto ispirazione per scrivere questo libro, o semplicemente perché dover paragonare il fascismo di ieri e di oggi e vi dirò di più, abbiamo avuto anche noi le stesse perplessità!
Daniele ha avuto l’idea del libro durante una giornata in una classe in cui doveva presentare un altro suo lavoro su Shakespeare, e girando tra i banchi, si accorge della scritta “DVX” incisa su un banco vuoto, e sembrava proprio la stessa che era sul suo quindici anni prima. 
La proprietaria di quel banco era Giulia, una ragazza assente, e così inizia a scriverle e a spiegarle, a farle domande e a incuriosirsi, sperando che un giorno, questa Giulia legga il libro e abbia il coraggio di rispondergli e colmare tutti i dubbi dell’autore.
L’incontro è stato davvero interessante e grazie al libro ho scoperto tante curiosità sul fascismo che neanche immaginavo.
Ovviamente all’incontro con l’autore non poteva mancare una Giulia, la nostra, con cui ha scherzato e dialogato a lungo.
Ci ha anche detto che le risposte da “Giulia” gli sono arrivate… ma non era Giulia, erano mamme o anche papà che scherzando si sono firmati con il nome dell’interessata.
Daniele durante l’incontro ci ha dedicato tutta la sua attenzione e ha portato per noi un ospite, Giufà Galati, il quale si è definito suo fratello data la loro stretta amicizia.
Ovviamente alla fine di tutto l’incontro le nostre prof. avevano preparato un piccolo ricordo per il nostro scrittore, il quale è rimasto molto colpito dalla nostra partecipazione e dalla nostra accoglienza.
Molti di noi che avevano comperato il suo libro si sono fermati più a lungo per avere una firma o una dedica da Daniele.
È stata un’esperienza davvero molto interessante e originale, sicuramente ci ha fatto incuriosire e appassionare ancora i più sul fascismo!
Spero di poter vivere e raccontare nuovamente esperienze come questa… un saluto!
                                                                                                        SARA 

Non pensavo fosse così interessante!


Sapete il perche?
Bhe...ora ve lo spiego!
Iniziamo col dire di che cosa stiamo parlando . 
Siamo in classe, tutti in circle time, un pò agitati per il fatto che avremmo incontrato un rifugiato del centro Astalli.
Voi vi chiederete cos'è, per chi non non lo sa il centro Astalli è un'associazione o un luogo dove si rifugiano appunto donne con o senza bimbi, uomini, ragazzi, pk fuggono dal proprio paese dove c'è o la guerra o  la fame o altre situazioni di pericolosità.
Ma ora inizia il bello: lui entra in classe con una dipendente del centro Astalli e si siedono anche loro in cerchio con noi...ma la prima a parlare è lei che ci spiega un pò come funziona il tutto, e devo dire la verità, in quel momento mi stavo annoiando tantissimo perché non era la prima volta che facevamo un'incontro con un rifugiato, anche l'anno precedente l'abbiamo fatto, quindi noi sapevamo un pò come funzionava.
Comincia finalmente a parlare il rifugiato, ma una cosa che non vi ho detto, una  cosa che io ho notato subito appena è entrato è che era albino.
Per chi non sapesse cos'è l'albinismo, è una malattia provocata dalla mancanza di melanina, infatti loro non possono stare sotto al sole per tanto tempo, hanno la pelle chiarissima, gli occhi sono di un celeste chiarissimo e hanno i capelli sul biondo bianco.
Ma arriviamo al sodo della sua storia, lui quindi incomincia a parlare, e noi ad ascoltarlo,e racconta appunto di quando è scappato dal suo paese , la Nigeria, perchè in quei posti per chi non lo sapesse, gli albini vengono perseguitati e uccisi, perché i loro organi sono di grande valore.E infatti lui è proprio scappato per questo motivo, ci racconta che un giorno, ora non mi ricordo di preciso, ma credo che gli spaccarono qualcosa in testa e lui si risvegliò in un posto, con delle persone che non conosceva affatto che volevano ammazzarlo ma poi alla fine lo hanno lasciato andare.
A me ha colpito una cosa in particolare :che lui ad un certo punto ci ha chiesto di alzare le mani per capire quanti eravamo ad avere entrambi i genitori romani e fin lì quasi tutti, poi la stessa cosa ha chiesto per i nonni e si vedeva che le mani alzate erano meno e poi ancora per i bisnonni e le mani erano veramente pochissime. 
Ecco vedete il messaggio che lui voleva lasciare a noi è proprio questo: in fondo noi tutti siamo degli emigrati che scappano dal proprio paese. Per tante ragioni, e non ci dovrebbe essere tutto questo razzismo nei confronti delle razze diverse dalla propria perchè quello che non capisce molta gente è che siamo tutti umani e tutti possiamo fare della nostra vita ciò che vogliamo e se nasciamo in un determinato modo non è colpa nostra.
Non siamo noi quelli sbagliati, ma lo siete voi!
Giulia