lunedì 1 luglio 2019

Quando non sappiamo chi siamo...


LA NOSTRA VERA IDENTITA’

Come siamo dentro e fuori scuola?
Noi fuori scuola non ci comportiamo come credete!
Siamo delle vere pazze, più che altro siamo migliori amiche, quindi questo tende un po’ a renderci più noi stesse.
A scuola, sembriamo più educate, quasi degli angioletti.
                            IN CLASSE….
Come ci comportiamo quando siamo in classe? Quando le prof. spiegano cerchiamo di stare attente e in silenzio.
Ma qualche volta non riusciamo a trattenere chiusa la bocca e iniziamo a parlare a bassa voce per quasi tutto il resto della lezione. Alcune volte le prof. ci scoprono e per la loro felicità ci mettono anche delle belle note.


                         A RICREAZIONE….

Come ci comportiamo quando siamo nel mezzo della ricreazione?
A ricreazione ci sentiamo più libere di fare le cose che facciamo quando siamo da sole, e non importa se gli altri pensano che siamo pazze, l’importante è quello che pensiamo noi.
                        FUORI SCUOLA….

E quando stiamo fuori?
Beh diventiamo noi stesse!
Delle persone folli ma allo stesso tempo educate.
 Alcune volte non ci rendiamo conto di quello che facciamo e quindi diventiamo delle persone senza un limite di follia.


LICIA ALICE



Cos'è l'essere noi stessi?

Se anche voi avete iniziato quest’anno le medie come noi, saprete quanto è difficile essere se stessi!
Tutti a scuola hanno paura del giudizio degli altri e cambiano il loro stile e il modo di fare per seguire la moda e essere uguali alla massa. A noi non piace proprio questo modo di fare… e a voi? 
È vero, anche noi a volte ci lasciamo trasportare dagli altri, solo per paura di essere giudicate e non piacergli. Essere se stessi non significa essere diversi ma essere originali e belli a modo proprio !

E non pensate che i social non ci influenzino…eccome!  Per tutti la ragazza perfetta deve essere alta, magra e senza cervello … e vestita firmata J .
Ma in fondo, noi siamo quel che siamo e che ci importa dei giudizi altrui?? 
Sara e Sophie

lunedì 25 giugno 2018

Quelli dell'ultimo giorno.........di scuola


L'ATTESA DELL'ULTIMO GIORNO DI SCUOLA

L'ultimo giorno di scuola credo sia il giorno più atteso da quasi tutti gli studenti del mondo che aspettano, con ansia, le meritate vacanze dopo un anno di "duro" lavoro.
La scuola è il luogo dove lo studente passa la maggior parte del suo tempo se comprendiamo anche le ore di studio a casa; quindi l'ultimo giorno di scuola è visto un po' come una liberazione da tutti gli impegni e ognuno fantastica su come potrà passare il tanto tempo libero a disposizione.
Naturalmente il riposo è meritatissimo anche per i professori che hanno la pazienza di sopportare i tantissimi alunni con tutti i loro pregi e difetti (buoni, vivaci, bravi, pigroni, ecc...).
Arrivederci a tutti al prossimo anno da costruire e da passare insieme.
                                                           Cristian

Come ci si sente gli ultimi giorni di scuola


Come mi sento gli ultimi giorni di scuola.... 
Eccoci qua, a discutere del più e del meno, a commentare un po’ quest’anno scolastico 2018 ormai giunto quasi al termine.


Fra una settimana le aule della mia scuola saranno vuote. Sono stati mesi pieni sin dal primo giorno di lezione, che sono stati affrontati da noi alunni in diversi modi: c’è chi ha dato il massimo, chi ce l’ha messa tutta, chi è stato strafottente, chi come me, tra ansia e insicurezze, alla fine ce l’ha sempre fatta.


Nella mia classe, stiamo vivendo questi ultimi mesi con una certa ansia perché c’è chi teme la bocciatura, sapendo la propria situazione e c’è anche chi andrà avanti pur avendo ancora oggi mille preoccupazioni. Spero, per me e per la mia classe, di continuare a vivere questi ultimi giorni di lezioni al meglio, con impegno e costanza nello studio, affinché ognuno di noi possa concretizzare le proprie aspettative di formazione e crescita culturale. Intanto gli ultimi giorni trascorrono tra scioperi, interrogazioni e conferenze.
Si salvi chi può!
Matteo

Debitiiiiiii?????




Siamo arrivati alla fine dell’anno e si sentono parlare i professori dei debiti. Aspetta un attimo, cosa sono i debiti?
Da quello che ho capito se hai un insufficienza i prof possono decidere di darti un debito, quindi letteralmente  ti possono rovinare l’estate facendoti studiare per poi fare un esame di recupero a settembre.


Io fino a ieri ero tanto tranquilla con i miei voti, tutti probabilmente sopra il 7 fino a quando la prof di storia e geografia, la De Caterina,  mi chiama per essere interrogate. Premetto che quel giorno avevo studiato (non benissimo ma ero certamente in grado di ripetere la lezione).
C’era solo un problema: era la prima ora del lunedì. Io in prima ora inizio lentamente ad accendere il cervello e a capire chi sono e come mi chiamo, detto brevemente so solo dire “sì” all’appello, non mi va di dire bugie dicendo che sono presente perché mentalmente sono ancora nel letto. 
Tornando a noi, una volta arrivata alla cattedra, la  De Caterina mi fa un paio di domande e io le rispondo talmente automaticamente che non so nemmeno cosa le ho detto. Fino a lì tutto bene, poi  afferra il mio libro e prende un argomento lontano anni luce e un po’ così, a mozzichi e bocconi, gliel’ho ripetuto. Il dilemma è stato quando mi ha fatto una domanda di cui non ho colto il senso a cui ahimè non ho saputo rispondere. Io sempre con aria assonnata sono tornata al mio posto ed ero certa della sufficienza, invece mi ha messo un 6-.
Secondo i miei ragionamenti, se riesco a prendere un 8.5, torno con la mia media del sette. Ma se giovedì non riesco a farmi interrogare aiutooooo: avrò il debito!!!

Sophie

Un incontro inaspettatamente bello....


Abbiamo incontrato una ragazza musulmana.......Serife         
          

Il 29 maggio 2018 abbiamo incontrato Serife, una ragazza musulmana che ci ha raccontato della sua religione, l’islam.

Ma tranquilli, non ci voleva influenzare e farci convertire alla sua religione…NO!!! Voleva solo parlarcene perché noi sapessimo quali sono le tradizioni islamiche.
Inizialmente non riuscivamo a fare molte domande, perché ci vergognavamo un po’ tutti, però poi ne abbiamo fatte di tutti colori. Sulla lavagna c’era scritto tutto quello che conoscevamo della cultura islamica…con un piccolo brainstorming della prof. Mennella ma abbiamo aggiunto anche delle parole che riguardavano altre religioni, per sbaglio!!!
Serife ne leggeva una per volta e ci spiegava cos’era.
Ci ha detto che nella sua cultura si prega 5 volte al giorno, ma non come il cristianesimo: lì per pregare bisogna usare un tappetino e ci sono varie posizioni. 
I musulmani, invece della chiesa, hanno la sinagoga, però funziona diversamente, perché lì uomini e donne pregano in stanze separate e addirittura, in alcune sinagoghe, le donne non possono neanche entrare.
Ah!! Ci siamo dimenticate di dire che Serife l’italiano lo parla abbastanza bene, perché è qui in Italia da molto tempo, ma purtroppo alcune volte parlava anche troppo velocemente…quindi non la capivamo bene.
Indossava un velo in testa che era lungo fino al seno, ma ci ha detto che in Turchia, da dove viene lei, non è obbligatorio portarlo.

Esistono diversi modi di indossare un velo, lei lo portava così.                      
In Turchia, i costumi da bagno sono tipo quelli da sub, perché bisogna essere sempre coperti. 
E’ stata un’esperienza fantastica, è bello conoscere per bene una religione in più…speriamo di rivivere un’emozione simile!!!

                          Greta e Syria P.

L'esperienza Erasmus di Chiara

Erasmus  plus

O MIO DIO CHE EMOZIONE !!!!!! Stavo sognando ??????
Viene dall’altra parte del mondo solo per me!?!?!  Avete capito di chi e cosa sto parlando?
Ebbene sì, la scuola ha realizzato un progetto che si chiama Metaminds con Erasmus plus, un’esperienza veramente fantastica …

Grazie a questo progetto ho ospitato una ragazza straniera (Thalia) per ampliare le mie conoscenze ed il mio vocabolario di lingue straniere. La ragazza che ho ospitato veniva dall’Inghilterra, era molto carina, aveva gli occhi azzurri, carnagione bianca latte con lentiggini color arancio come i suoi capelli. Durante questa settimana, oltre a infiniti PRO, ci sono stati anche due CONTRO: ovvero … la settimana è volata come polline nel vento e, visto che il mio inglese non è ottimo, a volte chiedevo aiuto, gesticolavo o chiedevo più volte di ripetere la frase. 
Devo dire che aderire al progetto di Erasmus plus mi ha aiutato molto. Ovviamente ho incontrato qualche difficoltà ma non mi sono arresa e si…, può sembrare una cosa sciocca quella che sto per raccontarvi, ma io insieme a Ilaria e Micol, siamo riuscite a spiegare e giocare a nascondino con le nostre partner. Che ridere, eravamo tutte fiere di noi stesse ☺☺☻☻♥♥.
Vi parlo seriamente … quello che studiamo sui libri può sembrare semplice e ovvio ma fidatevi non è cosi. Mettere in atto tutto ciò è molto più difficile di quello che sembra.


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                                                                                   CHIARA
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