venerdì 10 aprile 2020

Incontro con un rifugiato



L’11 febbraio 2020 la fondazione del centro Astalli ci ha proposto un incontro con un rifugiato.
Questo per favorire una nostra riflessione sul tema delle migrazioni e ascoltare la sua storia di vita.
Questo ragazzo veniva dalla Nigeria e ci ha raccontato come ha affrontato la sua vita difficile fin da bambino.
Il suo paese è povero e la sua famiglia non aveva abbastanza soldi per mantenere i suoi cari.
Da bambino veniva anche sfruttato dalle persone in cambio di neanche un soldo e del cibo.
La sua vita da bambino fu tragica sia per lui che per tutte le famiglie del suo paese.
Tra l’altro il paese era in guerra e ogni famiglia aveva il compito di resistere il più possibile e mantenere sana la famiglia.
Questo ragazzo ha combattuto ogni attimo della sua vita e non ha mai mollato per nessun motivo!
Da grande è venuto in Italia, a Roma, per cercare lavoro.
Poi  e’stato aiutato dal centro Astalli.
Questo è quello che ci ha raccontato.

È stata un’esperienza fantastica che mi ha incuriosito moltissimo, la sua vita mi ha fatto capire molto e non vedo l’ora di rifare un esperienza simile!
Matteo 

Anche per me l'incontro con il rifugiato è stato molto interessante e illuminante , per noi alunni, perchè abbiamo scoperto le realtà di alcuni paesi che sono rimasti ancora antidiluviani. Il rifugiato tanto generosamente ci ha raccontato un po' della sua vita e delle sue sofferenze, ci ha confessato che lui era nato albino, cioè aveva una mancanza di melanina nel sangue. Nel suo paese le persone albine venivano sottovalutate e prese in giro, durante il suo racconto ha detto che un giorno lui era andato a fare una passeggiata, a un certo punto era stato rapito da alcuni ragazzi, i quali lo avevano minacciato che se lo avessero incontrato di nuovo, non sarebbe più tornato a casa.

Ora si trova in Italia al Centro Astalli dove è aiutato dai volontari del centro.
Questa storia che lui ci ha raccontato mi ha molto sensibilizzato ed è stata un'esperienza che mi ha colpito e mi ha fatto capire la realtà del suo paese.
Simone

Una Storia di bambini adulti



Ciao ragazzi, vi voglio raccontare una esperienza molto interessante che abbiamo fatto a scuola. Non ridete! A scuola ci posso essere cose molte interessanti. Vi voglio parlare del film che abbiamo visto qualche tempo fa a scuola intitolato “La paranza dei bambini”. È un film drammatico che racconta la realtà dei bambini che vivono nei quartieri difficili della città di Napoli. 

La cosa che mi ha colpito del film non è tanto la storia ma il fatto di vedere come dei ragazzini sono costretti a diventare adulti perché non hanno altre possibilità. Questi ragazzini che sono senza una guida perché i genitori non sono capaci di aiutarli e dove la criminalità comanda la vita di tutti, mi hanno fatto pensare molto. Nel mio paese, nei quartieri che noi chiamiamo “Barrios” accadono cose simili, storie di violenza, di droga e di criminalità. Io sono nata in un “barrio” e conosco questo tipo di storia. 

Per fortuna, però, ho un padre molto attento che mi ha seguita e mi ha tenuta lontana dai guai. Anche se il film ha un finale molto triste perché il fratello del protagonista viene ucciso, ci sono stati anche dei momenti che ci hanno fatto divertire, in particolare, quando il protagonista, un ragazzo bellissimo si toglie la maglietta e io e le mie compagne di classe abbiamo fatto: “Oooh!” Tutte insieme sottovoce. 
Consiglio questo film a tutti perché ci fa capire quanto può essere difficile la vita di ragazzi come noi che però hanno la sfortuna di nascere in luoghi difficili.

                                            Escarlen 



Anche io, guarda un pò, vi avrei raccontato una delle tante giornate passate a vedere un film.


Un film particolare questo che si chiama “La paranza dei bambini” che parla della mafia, dove i ragazzi napoletani vivono in un quartiere difficile. Questi ragazzi già da giovani hanno affrontato cose pericolose, addirittura perdite di persone care.

Il film è stato molto bello, ci sono stati momenti dove ci faceva ridere e dei momenti tristi, per esempio: quando Nicola perde il fratello più piccolo solo perché ha voluto provare ha fare le stesse cose.

Il film è stato anche molto interessante, perché ci fa capire che i ragazzi della nostra età fanno di tutto per avere soldi, rischiando addirittura la loro vita.





Jasmine

Esami???No, grazie!!!


Vogliamo parlare degli esami che si avvicinano?! 
Ho l’ansia che pian piano sale fino alle stelle!!! 
Questa attesa è decisamente snervante, e più ti avvicini a giugno e più ti poni domande del tipo: ”Ho fatto una bella tesina?” “Riuscirò a prendere la sufficienza?” “Sarò in grado di superare gli scritti?” “E gli orali?” “Sarò all’altezza di tutto?”. 
Ma soprattutto ti sorgerà un dubbio molto più grande di quelli precedenti: “Durante l’esame mi scorderò tutto a causa dell’ansia?” A me solo a pensarci sale un’ansia! 
E ovviamente dopo aver pensato tutto questo cerchi di toglierti tutti questi pensieri negativi dalla testa, ma l’ansia si fa sentire ed è praticamente impossibile farlo, oh almeno per me, io sono la ragazza più ansiosa che esista sulla faccia della terra! Letteralmente! 
Il cuore mi batte a mille sia  quando devo ripetere una poesia davanti a tutta la classe o sia quando devo eseguire un esercizio in pubblico, perché io sento la pressione di tutti gli occhi puntati su di me! E allora è da lì che mi prende il panico più totale e il cuore sembra che a ogni battito che si fa sempre più forte vuole uscire dal mio petto!.
Io sicuramente ripasserò la tesina cento mila volte al giorno fino a che non me la imparo a menadito e non sarà una parte di me! Non voglio fare una brutta figura, non ci tengo proprio! 
Alcuni mi dicono: “Ma se hai studiato che ansia hai?” beh io personalmente cerco di fare le cose più precisamente possibili mappe, riassunti ecc… così posso rispondere tranquillamente ai prof che faranno domande all’esame orale (beh spero altamente di no! 
Perché altrimenti sarebbero delle persone…beh come posso dire…CATTIVE!!!) ma si sa quando hai troppa ansia a volte essa può fare brutti scherzi, la cosa che mi terrorizza di più non è stare davanti a tutta la commissione e parlare anche davanti alla preside, che mamma mia se ti mette un’ansia! 
Ma è il fatto di non riuscire a parlare e di bloccarmi di colpo oppure ancor peggio che quando inizio a parlare ho la voce che mi si spezza o mi trema! Già avere la voce tremante non è affatto una cosa bella, oppure un’altra cosa brutta è che inizi a tremare con le gambe e le mani e perciò devi muoverti per tutto il perimetro della stanza e gesticolare molto sia per scaricare un po di ansia e sia per non far notare che sei estremamente agitato. 
Ok, io non voglio mettere ansia a nessuno Ma purtroppo questa è la realtà, e la realtà consiste anche nel convivere con la nemica più grande di tutti i tempi L’ANSIAA!!! Auguro a tutti quelli che dovranno ancora sostenere l’esame: “BUONA FORTUNA!!!” (vi servirà!) J

Alessia

Orientiamoci con il mega "Open day" della nostra scuola




Eccoci alla fatidica scelta!!

Ci orientiamo??????

Sabato16 novembre 2019 si è svolto nella nostra scuola il mega open day di orientamento alle scuole superiori.
Ben 47 scuole a nostra disposizione per parlarci delle loro offerte formative.
Nell’ atrio al piano terra erano stati messi dei banchi con delle sedie, ogni banco corrispondeva ad una scuola e ogni scuola era rappresentata da un insegnante e uno o più alunni.
Le scuole presenti erano numerose e ognuna cercava di coinvolgere i ragazzi ad andarle a vedere.
Io ho parlato con i rappresentanti di diversi istituti e devo dire che mi è stato molto utile, in quanto sono andato all’incontro senza avere nessunissima idea di cosa avrei voluto  fare dopo la terza media ma, parlando con alcuni di loro, mi si sono chiarite le idee.
Mi ha subito colpito un insegnante che, nello spiegarmi la scuola, mi ha invogliato ad andarla a vedere e così ho fatto.
Sono andato all’open day dell’istituto Ambrosoli (tecnico, economico) e lì, parlando prima con un docentee e poi con i ragazzi,  mi sono convinto ad iscrivermi li.
Quindi posso dire che secondo la mia esperienza gli open day sono davvero molto utili.

Buona fortuna a me e a 
tutti i miei compagni!!

Buona scelta e buona vita!!!!
Cristian 

Con Informadarte la nostra fantasia parte




Come ci si potrebbe divertire anche durante una noiosa giornata scolastica? Io ho la soluzione…
A inizio anno la nostra classe ha dovuto scegliere quale laboratorio fare tra informadarte, yoga e teatro.  Yoga l’avevamo da subito esclusa perché già avevamo intrapreso questa esperienza e non ci era molto piaciuta, quindi eravamo indecisi tra gli altri due laboratori.
Inizialmente avevamo puntato su teatro perché ci incuriosiva di più. Ma poi chi ce l’avrebbe fatta a recitare davanti a tutti? Troppa vergogna.
Quindi ci siamo convinti all’idea di fare informadarte. Negli anni precedenti ci avevano fatto presente di quello che si faceva in questo laboratorio, ma non è andata come doveva andare…
Dopo qualche lezione, infatti è cambiato il nostro modo di vedere la cosa, risultata a noi un po’ scocciante.
Durante ogni lezione, che dura due ore, nella prima facciamo teoria
mentre nella seconda pratica.
La prima ora è sempre troppo noiosa e infatti dopo mezz’ora già non ce la facciamo più a sentire la spiegazione. Durante quest’ora ci vengono mostrati vari dipinti di alcuni pittori che fanno parte delle correnti artistiche che si sono sviluppate nel tempo, però come si dice di solito “più fatti e meno parole”.
 La seconda ora, invece, è abbastanza divertente, dipende sempre da quello che ci fanno fare. Pitturiamo, disegniamo, coloriamo, incolliamo, tagliamo, insomma facciamo di tutto e di più.
Le nostre insegnanti si chiamano entrambe Francesca, sono molto simpatiche, brave a controllare quello che facciamo, organizzate e soprattutto molto pazienti con noi.
Ci sono lezioni in cui ci divertiamo molto, a me è piaciuta specialmente l’ultima che abbiamo fatto, in cui abbiamo disegnato i nostri profili, abbiamo ritagliato delle immagini dai giornali che ci rappresentavano o ci piacevano e abbiamo scattato anche delle foto a vari oggetti secondo una diversa prospettiva o luce.  Insomma, un vero divertimento ma anche una grande confusione, prodotta la maggior parte delle volte solo per un po’ di noia.
Questa esperienza si concluderà a fine anno, quando poi si terrà una mostra.
E’ un laboratorio che consiglio non a quelli che vogliono semplicemente dipingere, disegnare o fare qualcosa del genere, ma a chi piace l’arte sotto ogni punto di vista, quindi per chi vuole anche conoscere la sua storia.
Anche se a volte noioso, questo laboratorio ci insegna anche a saper lavorare tutti insieme, ad ascoltarci, ad imparare qualcosa in più sull’arte e su noi stessi ma soprattutto sugli altri.
                                                                                                   
                                                                                                    ALICE GUERCIO



lunedì 1 luglio 2019

Quando non sappiamo chi siamo...


LA NOSTRA VERA IDENTITA’

Come siamo dentro e fuori scuola?
Noi fuori scuola non ci comportiamo come credete!
Siamo delle vere pazze, più che altro siamo migliori amiche, quindi questo tende un po’ a renderci più noi stesse.
A scuola, sembriamo più educate, quasi degli angioletti.
                            IN CLASSE….
Come ci comportiamo quando siamo in classe? Quando le prof. spiegano cerchiamo di stare attente e in silenzio.
Ma qualche volta non riusciamo a trattenere chiusa la bocca e iniziamo a parlare a bassa voce per quasi tutto il resto della lezione. Alcune volte le prof. ci scoprono e per la loro felicità ci mettono anche delle belle note.


                         A RICREAZIONE….

Come ci comportiamo quando siamo nel mezzo della ricreazione?
A ricreazione ci sentiamo più libere di fare le cose che facciamo quando siamo da sole, e non importa se gli altri pensano che siamo pazze, l’importante è quello che pensiamo noi.
                        FUORI SCUOLA….

E quando stiamo fuori?
Beh diventiamo noi stesse!
Delle persone folli ma allo stesso tempo educate.
 Alcune volte non ci rendiamo conto di quello che facciamo e quindi diventiamo delle persone senza un limite di follia.


LICIA e ALICE



Cos'è l'essere noi stessi?

Se anche voi avete iniziato quest’anno le medie come noi, saprete quanto è difficile essere se stessi!
Tutti a scuola hanno paura del giudizio degli altri e cambiano il loro stile e il modo di fare per seguire la moda e essere uguali alla massa. A noi non piace proprio questo modo di fare… e a voi? 
È vero, anche noi a volte ci lasciamo trasportare dagli altri, solo per paura di essere giudicate e non piacergli. Essere se stessi non significa essere diversi ma essere originali e belli a modo proprio !

E non pensate che i social non ci influenzino…eccome!  Per tutti la ragazza perfetta deve essere alta, magra e senza cervello … e vestita firmata J .
Ma in fondo, noi siamo quel che siamo e che ci importa dei giudizi altrui?? 
Sara e Sophie